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ated21 apr 20265 min read

L’AI, una rivoluzione che deve avere al centro il fattore umano

A favore, non al posto

Pensare all’AI non vuol più dire chiedersi se ma quando e come: implementarla, al di là di timori e paure, è ormai un bisogno che la maggior parte dei settori economici sente, un passaggio che comprende essere inevitabile per rimanere competitivi sul mercato. Spesso quel che manca è il passaggio precedente, legato alla digitalizzazione e ad una cultura digitale e informatica di base da parte dei lavoratori, che ancora manca.

Ma un’altra tematica fondamentale è quella che va oltre la tecnologia pura e va a toccare il fattore umano. Come Ated crediamo fortemente che qualsiasi tipologia di innovazione, e l’AI non fa eccezioni, debba essere di supporto alle persone, potenziando la loro azione, semplificando il loro lavoro e permettendo loro di avere nuove possibilità, e non in sostituzione di esse. Questo approccio modifica lo sguardo, togliendo molte delle paure legate a professioni che si perdono e a ruoli che cambiano: è indubbio che l’intelligenza artificiale sta modificando e modificherà diversi tipi di lavori, ma soprattutto ne sta creando di nuovi, si pensi a Digital Collaboration Specialist, Cyber Security Specialist, Business AI Specialist e Multimedia Content Creator (i percorsi AFP che offriamo) e richiederà competenze e mentalità nuove.

Le domande degli imprenditori su intelligenza artificiale e fattore umano

Implementare l’intelligenza artificiale nei propri processi non deve e non può essere solamente un gesto tecnico. L’informazione e il progresso tecnologico permettono di rivolgersi a un esperto cui delegare la parte tecnica e ottenere i programmi e le infrastrutture necessarie, a fronte di un investimento, mentre il modo di approcciarsi ad essa e di viverla, a favore delle persone e non contro, è un passaggio di mentalità che va acquisito nel tempo. Come Ated organizziamo spesso incontri sul territorio (da AIperithink e Ated Tech Espresso, per citare gli ultimi in ordine di tempo), per tastare il polso delle preoccupazioni di piccoli e medi imprenditori e per discutere delle reali possibilità dell’AI e ci rendiamo conto che il fattore umano è al centro dei discorsi e dei pensieri delle persone.

A molte PMI e aziende con cui entriamo in contatto non basta avere l’intelligenza artificiale nei loro processi ma si domandano come far sì che essa sia realmente al servizio della crescita. La risposta di Ated è certamente quella di mantenere il fattore umano al centro, di immaginare la propria architettura digitale come un supporto e come qualcosa che si introduce nei meccanismi, potenziando quel che già c’è e andando a snellire, ad automatizzare e a semplificare dove si può. La tecnologia è il mezzo ma il potere decisionale e il controllo devono sempre rimanere delle persone, che ne devono trarre un vantaggio e sentirsi valorizzate e appoggiate, non sminuite, controllate o messe sotto pressione. Da qui deriva anche una necessità regolamentativa, che ha dato vita a impalcature normative come gli AI Charter, ma soprattutto richiede un’evoluzione della mentalità da parte di chi impiega attivamente l’AI.

Il ruolo della formazione digitale per valorizzare il fattore umano

In termini concreti, mettere il fattore umano al centro della rivoluzione dell’AI significa innanzitutto aiutare le persone ad avere una sufficiente cultura digitale, in modo che sappiano comprendere le possibilità ed i rischi della tecnologia che andranno a usare e siano in grado di padroneggiarla. Senza una alfabetizzazione reale digitale, anche le applicazioni più sofisticate e innovative rischiano di non tradursi in un investimento profittevole. Come Ated promuoviamo la formazione digitale continua, a partire dai più giovani sino ai lavoratori nel loro percorso professionale.

Le lacune informatiche che ostacolano l’uso dell’intelligenza artificiale

Malgrado si pensi che essere nativi digitali o vivere in un mondo profondamente tecnologico sia sufficiente per saperlo padroneggiare, la realtà dice che spesso si ha a che fare con lacune importanti nelle competenze in merito alle tecnologie informatiche. Secondo dati recenti, in Svizzera circa il 20-25% della popolazione ha conoscenze digitali scarse. Se le persone maggiormente qualificate e i giovani hanno un livello di uso della tecnologia soddisfacente, lo stesso non si può dire di altre fasce dei lavoratori e la discrepanza è un importante gap, perché impedisce un reale sviluppo delle aziende. Infatti, nel contesto che si sta sviluppando, tutti saranno chiamati a interagire con AI e tecnologie, non solamente i profili più qualificati, ed è dunque necessaria una competenza di base per tutti, fruibile ed immediata.

Prima dell’AI, la digitalizzazione

Formare i propri lavoratori sulla tecnologia è un primo e indispensabile passo per un’intelligenza artificiale centrata sul fattore umano. Un altro passaggio su cui come Ated insistiamo molto, con la fondazione di Digital Ticino, una delle associazioni che confluiscono nella nostra nuova associazione mantello del mondo digital, è il completamento della digitalizzazione. Si tratta di un processo che almeno la metà delle aziende ticinesi non ha ancora portato a termine, sia a livello infrastrutturale che di mentalità. Senza questo passaggio preliminare non si può pensare ad una integrazione dell’AI.

Il Festival dell’AI per parlare di intelligenza artificiale, innovazioni e fattore umano

L’intelligenza artificiale è una tematica centrale nel panorama aziendale e a novembre avrà luogo la seconda edizione del Festival AI Ticino e Regio Insubrica, un evento transfrontaliero (come transfrontalieri è il progetto formativo AI-Geniale) che consentirà di discutere e presentare le innovazioni e sensibilizzare e informare su possibilità, rischi, nome, pratiche comuni e formazione relative al mondo dell’AI. Con la creazione dell’associazione mantello portiamo la voce del settore digital, che ormai copre un decimo dei lavoratori ticinesi, con bisogni, anche in ottica di condizioni quadro e tutele, che si sono evoluti negli anni. Le nuove necessità, su cui vogliamo rendere attente società e politica, animeranno anche le giornate di Festival.

Call for Projects per il Festival, come partecipare

In merito, abbiamo lanciato una call for projects, che mira a coinvolgere chiunque abbia un’idea innovativa, in grado di ridefinire settori, migliorare processi e creare nuove opportunità. Desideriamo conoscere progetti creativi, ambiziosi e ad alto impatto, garantendo loro la visibilità e il networking portati dai nostri eventi. Le idee selezionate, infatti, verranno presentate durante il Festival AI di novembre. È un’opportunità per chiunque di farsi conoscere e valorizzare la sua idea e per noi di venire a contatto con realtà nuove e comprendere come si muove il contesto ticinese nel solco dell’innovazione. Gli interessati hanno tempo sino al 15 settembre per presentare la loro candidatura.

Prossimi eventi Ated

9 maggio: CoderDojo

11 giugno: Estated 2026

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Associazione Ticinese Evoluzione Digitale – Informare, educare, e appassionare all’informatica tutte le generazioni, e creare sinergie in Ticino con eventi e collaborazioni.

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