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ated30 apr 20266 min read

ICT: un settore strategico ancora sottorappresentato nei tavoli decisionali

ATED porta il tema alla Commissione Tripartita cantonale

Lugano, 30 aprile 2026

ATED – Associazione mantello TECH, ICT e Digital Ticino – ha avviato un confronto diretto con il Consiglio di Stato del Cantone Ticino per affrontare una criticità sempre più evidente: la sottorappresentazione del settore ICT e digitale nei meccanismi istituzionali legati al mercato del lavoro.

Nella risposta ufficiale, il Consiglio di Stato ha riconosciuto il ruolo strategico della trasformazione digitale e delle tecnologie ICT per lo sviluppo del Cantone, sottolineandone l’impatto su competitività, innovazione e qualità dei servizi.

Per quanto riguarda la richiesta di ingresso nella Commissione Tripartita, ha precisato che, secondo il quadro normativo vigente, le nomine avvengono su segnalazione delle parti rappresentate, indicando quindi la necessità di un confronto con gli attori della rappresentanza padronale, nello specifico Camera di commercio, dell'industria, dell'artigianato e dei servizi del Cantone Ticino, Associazione Industrie Ticinesi e Società Svizzera Impresari Costruttori Sezione Ticino.

A seguito di questo riconoscimento, ATED è stata invitata a partecipare alla seduta del 29 aprile 2026 della Commissione Tripartita, dove ha presentato il comparto ICT e digitale ticinese.

Durante l’incontro, il presidente Luca Mauriello e la direttrice Cristina Boggia Giotto hanno evidenziato un punto chiave:

il settore ICT è oggi una infrastruttura trasversale dell’economia, ma non è ancora adeguatamente rappresentato nei tavoli in cui si definiscono le condizioni di lavoro.

ICT: un settore strategico ancora sottorappresentato nei tavoli decisionali ATED porta il tema alla Commissione Tripartita cantonale Lugano, 30 aprile 2026 ATED – Associazione mantello TECH, ICT e Digital Ticino – ha avviato un confronto diretto con il Consiglio di Stato del Cantone Ticino per affrontare una criticità sempre più evidente: la sottorappresentazione del settore ICT e digitale nei meccanismi istituzionali legati al mercato del lavoro. Nella risposta ufficiale, il Consiglio di Stato ha riconosciuto il ruolo strategico della trasformazione digitale e delle tecnologie ICT per lo sviluppo del Cantone, sottolineandone l’impatto su competitività, innovazione e qualità dei servizi. Per quanto riguarda la richiesta di ingresso nella Commissione Tripartita, ha precisato che, secondo il quadro normativo vigente, le nomine avvengono su segnalazione delle parti rappresentate, indicando quindi la necessità di un confronto con gli attori della rappresentanza padronale, nello specifico Camera di commercio, dell'industria, dell'artigianato e dei servizi del Cantone Ticino, Associazione Industrie Ticinesi e Società Svizzera Impresari Costruttori Sezione Ticino. A seguito di questo riconoscimento, ATED è stata invitata a partecipare alla seduta del 29 aprile 2026 della Commissione Tripartita, dove ha presentato il comparto ICT e digitale ticinese. Durante l’incontro, il presidente Luca Mauriello e la direttrice Cristina Boggia Giotto hanno evidenziato un punto chiave: il settore ICT è oggi una infrastruttura trasversale dell’economia, ma non è ancora adeguatamente rappresentato nei tavoli in cui si definiscono le condizioni di lavoro. Un settore centrale, ma ancora sottostimato In Svizzera, il settore ICT conta oltre 260’000 professionisti, pari al 5–6% della forza lavoro, con una crescita superiore al +70% dal 2010. In Ticino, si stimano tra i 14’000 e i 18’000 professionisti ICT, distribuiti non solo nel settore “J – informazione e comunicazione”, ma trasversalmente in finanza, industria, sanità, pubblica amministrazione e formazione.  Questo significa che l’ICT non è un settore tra gli altri. È una componente strutturale dell’intero sistema economico. Eppure, proprio questa trasversalità porta ancora oggi a una sottostima sistemica del suo peso reale. Oltre 200 ruoli, ma una visione ancora semplificata ATED ha sottolineato come il settore ICT non possa essere ridotto alla figura dell’“informatico generico”. I principali framework internazionali e nazionali identificano oltre 200 ruoli distinti, con livelli di responsabilità e competenze profondamente diversi.  Continuare a trattare il comparto come una categoria uniforme significa non coglierne la reale complessità e rischiare di adottare strumenti normativi non adeguati. CNL informatica: un tema non più rinviabile Nel corso dell’incontro è emersa una criticità sollevata da ATED: l’attuale CNL per il settore informatico non riflette il valore reale del comparto. Secondo ATED, un livello salariale minimo non adeguato non è solo una questione retributiva, ma genera effetti concreti e misurabili sul mercato del lavoro e sull’economia: • distorsione della concorrenza, con dinamiche di dumping al ribasso • fuga e mancata attrazione di talenti, in un mercato internazionale • disallineamento tra responsabilità e riconoscimento economico • riduzione della qualità e aumento dei rischi operativi • pressione al ribasso su prezzi e appalti • indebolimento del posizionamento economico del settore  In sintesi: un CNL non allineato alla realtà del settore non protegge il mercato, ma rischia di abbassarne qualità, competitività e sostenibilità nel medio-lungo periodo. Una proposta concreta: portare competenze dove si decide ATED ha avanzato una proposta chiara: contribuire, anche in via transitoria e in attesa di eventuali evoluzioni formali da parte della componente padronale, come interlocutore formale di settore ogni volta che vengono trattati temi legati al lavoro ICT e digitale. Non si tratta di ridefinire gli equilibri esistenti, ma di colmare una mancanza strutturale, portando competenze specifiche in un ambito sempre più determinante per l’economia cantonale. L’associazione ha ribadito la propria disponibilità al dialogo con tutte le parti coinvolte – istituzioni, associazioni economiche e parti sociali – con l’obiettivo di costruire soluzioni condivise e sostenibili. Il nodo è chiaro Il settore ICT cresce. Aumenta di complessità. Diventa sempre più centrale.  La domanda oggi non è più se rappresentarlo. Ma come farlo in modo adeguato.

Un settore centrale, ma ancora sottostimato

In Svizzera, il settore ICT conta oltre 260’000 professionisti, pari al 5–6% della forza lavoro, con una crescita superiore al +70% dal 2010.

In Ticino, si stimano tra i 14’000 e i 18’000 professionisti ICT, distribuiti non solo nel settore “J – informazione e comunicazione”, ma trasversalmente in finanza, industria, sanità, pubblica amministrazione e formazione.

 Questo significa che l’ICT non è un settore tra gli altri.

È una componente strutturale dell’intero sistema economico.

Eppure, proprio questa trasversalità porta ancora oggi a una sottostima sistemica del suo peso reale.

Oltre 200 ruoli, ma una visione ancora semplificata

ATED ha sottolineato come il settore ICT non possa essere ridotto alla figura dell’“informatico generico”.

I principali framework internazionali e nazionali identificano oltre 200 ruoli distinti, con livelli di responsabilità e competenze profondamente diversi.

 Continuare a trattare il comparto come una categoria uniforme

significa non coglierne la reale complessità

e rischiare di adottare strumenti normativi non adeguati.

CNL informatica: un tema non più rinviabile

Nel corso dell’incontro è emersa una criticità sollevata da ATED:

l’attuale CNL per il settore informatico non riflette il valore reale del comparto.

Secondo ATED, un livello salariale minimo non adeguato non è solo una questione retributiva, ma genera effetti concreti e misurabili sul mercato del lavoro e sull’economia:

• distorsione della concorrenza, con dinamiche di dumping al ribasso

• fuga e mancata attrazione di talenti, in un mercato internazionale

• disallineamento tra responsabilità e riconoscimento economico

• riduzione della qualità e aumento dei rischi operativi

• pressione al ribasso su prezzi e appalti

• indebolimento del posizionamento economico del settore

 In sintesi:

un CNL non allineato alla realtà del settore non protegge il mercato,

ma rischia di abbassarne qualità, competitività e sostenibilità nel medio-lungo periodo.

Una proposta concreta: portare competenze dove si decide

ATED ha avanzato una proposta chiara:

contribuire, anche in via transitoria e in attesa di eventuali evoluzioni formali da parte della componente padronale, come interlocutore formale di settore ogni volta che vengono trattati temi legati al lavoro ICT e digitale.

Non si tratta di ridefinire gli equilibri esistenti,

ma di colmare una mancanza strutturale, portando competenze specifiche in un ambito sempre più determinante per l’economia cantonale.

L’associazione ha ribadito la propria disponibilità al dialogo con tutte le parti coinvolte – istituzioni, associazioni economiche e parti sociali – con l’obiettivo di costruire soluzioni condivise e sostenibili.

Il nodo è chiaro

Il settore ICT cresce.

Aumenta di complessità.

Diventa sempre più centrale.

 La domanda oggi non è più se rappresentarlo.

Ma come farlo in modo adeguato.

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Associazione Ticinese Evoluzione Digitale – Informare, educare, e appassionare all’informatica tutte le generazioni, e creare sinergie in Ticino con eventi e collaborazioni.

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