Il cambio di paradigma nell’evoluzione: per l’uomo
Se agli albori dell’AI, quando si stavano affermando le prime applicazioni e sembravano nell’immaginario collettivo destinate solamente a poche aziende di grandi dimensioni, si guardava all’innovazione come a qualcosa in grado di rivoluzionare completamente l’intero panorama economico, accessibile solo a prezzi elevati e capace addirittura di cancellare professioni, oggi l’evoluzione è diversa. Oggi lavorare con progetti legati all’intelligenza artificiale vuol dire capire come essa può essere messa al servizio dell’uomo, non al posto, e come può essere integrata nei sistemi attuali per migliorarli, valorizzando le qualità di ognuno e agendo dove ci sono lacune. Come Ated siamo profondamente convinti che evolvere significhi lavorare a tecnologie che diventino dei veri alleati dell’uomo, lasciandolo al centro. Chi usufruisce dell’AI deve esserne favorito, non schiacciato, e deve continuare a mantenere il controllo sulla tecnologia.
L’intelligenza artificiale non ha le stesse caratteristiche del cervello umano
La chiave sta nel comprendere che l’intelligenza artificiale, per quanto raffinata e in continua espansione, è una tecnologia e non può e non deve sostituire l’uomo: ad esempio, c’è chi utilizza i chatbot come ChatGPT, Claude o Gemini per avviare conversazioni, pensando di essere ascoltato e compreso, creando una relazione, senza capire che sta interagendo con algoritmi. L’AI non sa e probabilmente non potrà mai imparare a vivere le emozioni e il suo lavoro si basa sull’analisi di dati e previsioni statistiche. La creatività, la sensibilità, le idee geniali e innovative che si basano sul sentire profondo sono caratteristiche dell’uomo ed è importante pensare a uno sviluppo che ne tenga conto. Noi di Ated riteniamo che la tecnologia debba sostenere le peculiarità uniche di ognuno, supportandolo e togliendoli carichi mentali e lavori ripetitivi, potenzialmente noiosi e fonte di errori per liberare tempo ed energie da dedicare a sviluppare i propri punti di forza.
Il ruolo del Festival AI Svizzera e Italia in una realtà transfrontaliera
In questa ottica, siamo però certi che l’AI entrerà sempre più nei meccanismi economici e sociali e che serva la coscienza e il cervello dell’uomo per indirizzarla nella maniera migliore, per e non al posto. Incoraggiamo la ricerca e l’innovazione, puntando la nostra attenzione su una realtà ticinese ed anche transfrontaliera, convinti del bisogno di lavorare insieme e in sinergia per restare competitivi in un mercato sempre più globale, interconnesso e con meno barriere. Attorno a questo concetto abbiamo costruito il nostro evento più importante in termini di impegno profuso, di durata e di partecipazione di pubblico, il Festival AI Svizzera e Italia.
La call to project per partecipare al Festival AI e farsi conoscere
Vogliamo che sia un evento che coinvolga il territorio e permetta di capire a che punto è la fascia transfrontaliera, a che cosa si sta lavorando, come si sta integrando l’AI e desideriamo che siano proprio coloro che operano ogni giorno con lei a dircelo. Per questo cerchiamo progetti innovativi da portare al Festival, per conoscere e far conoscere nuove applicazioni, nuove frontiere e idee che permettano di affrontare e risolvere un problema incontrato durante la propria esperienza personale e lavorativa e risolto grazie all’intelligenza artificiale, usata in modo nuovo.
A chi è rivolta la call to project
Il progetto per cui abbiamo aperto una call to project prende il nome di Ated AI Innovation Challenge ed è una competizione di respiro internazionale aperta a startup, imprese, ricercatori, team di innovazione, professionisti e innovatori individuali: possono dunque partecipare dei gruppi e dei singoli, dei team lavoratovi e delle persone private, dei team di ricerca e degli spin-off universitari. Possono presentare un progetto in fase di idea, di prototipo, di sviluppo oppure già presente sul mercato, a patto che abbia una componente significativa di intelligenza artificiale.
Le applicazioni che possono partecipare alla call to project
Essa può essere usata in vari modi e con tecnologie diverse, volte a interpretare la realtà che vede e a interagire con la stessa, portando un vantaggio tangibile a chi la utilizza in termini di riduzione della fatica e della ripetitività. Attraverso applicazioni di machine learning, di AI generativa, di computer vision, di natural language processing, l’AI immagazzina dati diversi relativi al mondo visivo e comunicativo e si organizza sulla loro base, cercando connessioni e pattern e costruendo quindi leggi che permettano di ottenere un risultato (l’esecuzione di processi senza istruzioni rigide e in base al contesto, la generazione ex novo di contenuti di diversa forma, il riconoscimento di oggetti e persone, l’interpretazione delle parole) nuovo che segua però le logiche apprese.
La call to project di Ated è rivolta ad applicazioni di intelligenza artificiale per l’industria, su piccola, media e vasta scala, per la cyber security, dove viene sempre più impiegata non solo dai malviventi per creare nuove minacce e nuovi cyber attacchi ma anche in ottica difensiva (concetti alla base del nostro Cyber Security Day), oppure per ambiti come la sanità, la mobilità, la finanza, l’energia e la sostenibilità.
La finale si terrà il 19 novembre nell’ambito del Festival AI, ma l’obiettivo più ambizioso che abbiamo è di creare uno spazio di confronto e di networking tra innovatori e attori del mondo AI, imprese, investitori e istituzioni, in modo da andare tutti insieme verso uno sviluppo con al centro l’uomo e in grado di rendere la zona transfrontaliera all’avanguardia e innovativa.
Dal Ticino alla Svizzera, un’ottica nazionale
E se lo sguardo è ticinese, l’invito del board si estende a tutta la Svizzera. Il nostro paese ha sviluppato il suo sistema open source AI, Apertus ed è in generale all’avanguardia per quel che concerne l’applicazione dell’intelligenza artificiale in ambiti quali la ricerca scientifica, grazie ad atenei di livello come ETH e EPL, l’industria e la finanza, la sanità e le start up definite deep-tech, spesso derivate da spin-off universitari. In Ticino si nota un crescente interesse per la tematica, però l’ecosistema digitale è sicuramente meno maturo, se si pensa che molti devono ancora completare la fase di digitalizzazione. Portare dei progetti svizzeri sul palco luganese e dare la possibilità a giovani applicazioni ticinesi di farsi conoscere nel resto del paese è un incentivo ad aziende e PMI a investire nell’innovazione. Vedere il livello raggiunto dalla Svizzera può essere un traino per il nostro cantone, che a sua volta può mostrare la sua voglia di evoluzione e la sua capacità di creare progetti interessanti.
Se vuoi che la tua invenzione sia una delle protagoniste del Festival AI di Ated, partecipa alla call to project.
Prossimi eventi Ated
9 maggio: CoderDojo 2026
28 maggio: FORFIRM AI Talks
11 giugno: Estated 2026

