Skip to content
Copia di Festival Ai 2026 x articolo blog (2000 x 850 px) (1)
ated06 feb 20266 min read

Il Festival AI, un’occasione per parlare di intelligenza artificiale

Le domande che partono dall’AI

I robot prenderanno il posto delle persone, imparando a svolgere le loro mansioni e soppiantandole, portando tra l’altro il “pregio” di non aver bisogno di pause? I contenuti del domani saranno prodotti interamente da chatbot come ChatGPT, che creerà testi, immagini, video? L’intelligenza artificiale in genere potrà contribuire per contro a migliorare produttività, organizzazione, competenze, conoscenze?

Sono tante le domande che ruotano attorno al mondo dell’AI, alcune provenienti da timori e paure, altre volte a cogliere le opportunità. Per noi di Ated è proprio questa la parola corretta: opportunità, per crescere, per migliorare, per automatizzare quel che si può. Il vero rischio non è vedersi portar via il posto di lavoro dall’intelligenza artificiale, bensì vedere i propri concorrenti usarla meglio e prima, prendendosi una fetta di mercato.

Perché il Festival AI ha coinvolto anche l’Insubria

Nel 2025 abbiamo organizzato il primo Festival AI che ha coinvolto non solamente il Ticino ma anche la Lombardia, con giornate a Lugano, Como e Varese. Voleva essere, ed è stato, un evento di formazione e divulgazione dal taglio internazionale, che parlasse a un pubblico ampio per provenienza e target e che potesse mostrare una mentalità di apertura. L’innovazione tecnologica ha infatti la caratteristica di allargare i confini e di far andare oltre la visione del proprio mercato, chiedendo alleanze strategiche e visioni di ampio respiro. La sfida dell’innovazione si vince aprendo gli orizzonti e un confronto transfrontaliero consente di unire competenze e di creare nuove possibilità di business, integrando saperi e opinioni.

Il target: parlare a tutti, secondo i loro interessi

Il mondo dell’intelligenza artificiale interessa chiunque, da chi ne sente solamente parlare a chi ha tentato di usare qualche volta, senza dei veri rudimenti, ChatGPT o Gemini, da chi teme che gli stravolga la vita a chi ne è curioso. Il Festival AI ha dunque stimolato un gran numero di persone, semplici curiosi o addetti ai lavori, che volevano capire qualcosa in più delle possibilità e dei rischi e valutare le prospettive.

In questa ottica, Ated ha impostato un evento che potesse parlare a target diversi, soddisfacendo gradi di competenze e di interesse diversi, sia per età che per skills. Il nostro comun denominatore è il credere fortemente nel ruolo della formazione, ad ogni livello, partendo dai bambini. Abbiamo portato degli esempi concreti di utilizzo dell’intelligenza artificiale, visibili e non, con lo scopo di far riflettere e di colpire.

Gli “ospiti” del Festival AI 2025

C’era, ad esempio, Zia Sofia, una chef creata dall’intelligenza artificiale. Si tratta di un avatar, progettato e realizzato dalla startup CogitAI, che usa modelli di intelligenza artificiale nel mondo food oer creare ricette personalizzate e fornire consigli. È attiva sui social e integrabile tramite app. C’era SanTo, un robot che risponde a domande religiose e sa recitare il rosario, modello di unione tra AI e spiritualità, in grado di dialogare con le persone in merito alla fede. C’erano i robot dell’azienda Tetronica: quello che suona il piano mediante delle dita robotiche, quello che canta e fa cabaret, con lo scopo di intrattenere il pubblico, il RoboBidone che sensibilizza i più giovani in merito a tematiche ambientali come riciclo e sostenibilità, interagendo anche a livello vocale.

Significa che il mondo verrà abitato da robot? Quelli scelti erano dimostrativi, attiravano l’attenzione, stupivano per il loro modo di porsi, tanto che il presidente di Ated Luca Mauriello ha detto sorridendo in un’intervista che a volte si scordava di interagire con un robot e non con un umano. Non si sa dove andrà l’innovazione tecnologica, ma resta la convinzione che essa andrà usata per integrare l’esperienza umana, per facilitarla e per potenziarla e che per farlo andrà conosciuta.

I temi degli speech sull’AI

Ma il Festival AI non era composto solo da robot e innovazioni spettacolari alla vista: portava l’intelligenza artificiale nel concreto, nella vita di tutti i giorni delle aziende, ponendo e ponendosi domande sulla sicurezza, sulle applicazioni e sui limiti. Se l’AI compone testi, ad esempio, di chi è la proprietà intellettuale? Come può essere usata per aumentare la produttività e l’organizzazione? Come deve cambiare la cultura aziendale per consentire un uso efficace? Dove è già integrata, magari anche senza che il grande pubblico ne sia a conoscenza? Si pensi ad esempio ai modelli di guida autonoma. Quanto le ricerche online sono influenzate dall’uso massiccio di chatbot anziché dei classici motori di ricerca? In quali settori l’intelligenza artificiale può essere impiegata: dagli assistenti virtuali alle automazioni, dalla funzione predittiva a quella analitica e di customer personalizzato. Quali sono i limiti etici, un altro tema dibattuto su cui al momento non si ha una risposta? E come si può regolamentare l’intero processo? Che ruolo e che cosa è il metaverso?

Questi sono solo alcuni dei temi trattati dagli speaker presenti negli eventi dislocati nelle tre sedi, speech con scopi e livelli di complessità diversi. Ated ha pensato a un Festival AI che potesse essere per tutti, dove ciascuno potesse trovare qualcosa che lo incuriosisse, divertisse, facesse pensare, stimolasse a riflettere.

Un passo in più: le professioni dell’AI

L’obiettivo non era solamente intrattenere bensì far comprendere quante questioni ci siano dietro l’AI, quanto sia un mondo complesso e sfaccettato e soprattutto di passare la visione che la chiave è la formazione. Con i suoi corsi AFP, ad esempio, forma figure specialistiche, come i Businnes AI specialist, i Digital Collaboration Specialist, da quest’anno anche i Multimedia Content Creator. Una figura che sarà di importanza cruciale è il Cyber Security Specialist. La sicurezza in ottica di intelligenza artificiale è stata infatti presente in tutto l’evento e in tutto l’anno Ated. Nuove tecnologie portano infatti a nuove possibilità ma anche a nuovi rischi, che richiedono consapevolezza e tecniche di conoscenza. L’AI, nello specifico, può essere anche usata come protezione dai rischi informatici, e questo è stato il tema del Cyber Security Day.

AI-GENIALE e MITICA, formare le aziende che vogliono usare l’AI

La collaborazione transfrontaliera non si riduce al Festival ma si amplia anche nel progetto AI-GENIALE, di cui siamo capofila svizzeri, assieme a ECOLE (Enti Confindustriali Lombardi per l’Education, capofila italiano), Università LIUC e Servizi Confindustria. Si tratta di un progetto finanziato dal Programma Interreg VI-A Italia-Svizzera 2021-2027 volto a supportare le imprese nell’adozione dell’AI generativa nei loro processi, con casi pratici utilizzati per evidenziare le best practies sul tema. Senza formazione, le imprese perderanno delle occasioni fondamentali.

Non c’è bisogno solamente di nuove figure professionali ma anche di un aggiornamento di quelle esistenti che integri l’uso dell’AI, per la competitività dei lavoratori e delle aziende. In quella direzione va la formazione MITICA, un altro progetto transfrontaliero cui prendiamo parte.

Il Festival AI torna nel 2026

Nel 2026 il Festival dell’AI conoscerà la sua seconda edizione, sulla scia del successo della prima. Gli scopi saranno i medesimi: portare una panoramica sull’evoluzione dell’intelligenza artificiale e sulle prospettive. Sicuramente, ci si renderà conto che in un anno è già cambiato molto e che è un processo che non lascia indifferente nessuno, influenzato da vari fattori, non estraneo all’andamento geo-politico. Seguiranno informazioni, per ora segnatevi la data del 19 novembre.

avatar

ated

Associazione Ticinese Evoluzione Digitale – Informare, educare, e appassionare all’informatica tutte le generazioni, e creare sinergie in Ticino con eventi e collaborazioni.

ARTICOLI CORRELATI