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PYB23 ott 20266 min read

Dalla macchina al mestiere: Il lavoro cambia insieme agli strumenti che utilizza.

L’intelligenza artificiale ha una storia lunga. Già nel 1950 Alan Turing si interrogava sulla possibilità che 
una macchina potesse pensare e nel 1966 ELIZA simulava una conversazione. Ma è solo negli ultimi anni 
che l’AI è entrata nella quotidianità di milioni di persone.

È un percorso che abbiamo già visto con altre tecnologie. Tra gli anni Ottanta e Novanta il personal 
computer ha trasformato il lavoro d’ufficio, seguito da Internet, posta elettronica, software gestionali e 
cloud. Strumenti inizialmente nuovi e complessi sono diventati parte integrante delle attività quotidiane, 
modificando abitudini, competenze e processi.

Oggi l’AI sta attraversando una trasformazione simile, ma molto più rapida. Dal 2022, con la diffusione 
dell’AI generativa, sistemi estremamente sofisticati sono diventati accessibili praticamente a chiunque. 
Basta una richiesta scritta o vocale per generare testi, immagini, video, musica e codice, trasformando 
idee in contenuti con tempi e costi fino a poco fa impensabili.

Le possibilità produttive si sono moltiplicate, ma creare una bella immagine è una cosa, produrne cento 
coerenti e utilizzabili da un brand è un’altra. I sistemi generalisti offrono enormi possibilità, ma quando 
entrano in processi produttivi precisi emergono esigenze di controllo, affidabilità e continuità.

E’ una domanda ricorrente: l’intelligenza artificiale applicata è sempre utile o può essere dannosa? La 
risposta dipende soprattutto da come viene progettata e utilizzata, dagli obiettivi assegnati, dalle 
informazioni disponibili e dai limiti stabiliti. Aspetti che diventano sempre più importanti man mano che 
l’AI entra nel lavoro quotidiano.

L’esperimento mentale del “paperclip maximizer”, reso famoso dal filosofo Nick Bostrom, lo racconta in 
modo volutamente estremo. Immaginiamo un sistema molto potente al quale viene assegnato un unico 
obiettivo: produrre il maggior numero possibile di graffette. Se il sistema perseguisse quell’obiettivo senza 
vincoli e senza tenere conto di altri fattori, potrebbe arrivare a conseguenze assurde: utilizzare tutte le 
materie nel mondo, essere umano compreso.

Non perché sia diventato cattivo, ma perché sta seguendo un obiettivo senza possedere tutto il contesto 
che noi diamo per scontato.

In azienda lo stesso principio assume una forma molto concreta. Un sistema che interpreta male un 
obiettivo o lavora con informazioni incomplete può produrre un contenuto errato, suggerire una 
decisione sbagliata o, se ha accesso operativo ai sistemi, modificare dati ed eseguire azioni non previste. 
Più l’AI entra nei processi, più diventano importanti progettazione, controllo e conoscenza del contesto.

È da questo tipo di esperienza che si è sviluppato anche il lavoro di pyb.

pyb nasce dall’unione di due realtà consolidate tra Milano e Lugano, agenzie con decine di anni di 
esperienza nella comunicazione, nel digitale e nella tecnologia e con alle spalle progetti sviluppati per 
brand e aziende di primo piano. L’incontro di queste competenze, maturate lavorando su clienti, mercati 
e problemi reali, ha creato il terreno su cui negli ultimi anni il lavoro sull’intelligenza artificiale si è 
progressivamente spostato dalla sperimentazione alla costruzione di strumenti pensati per attività 
specifiche.

pyb: porta l’intelligenza artificiale nel lavoro di tutti i giorni, senza stravolgere abitudini e processi già 
consolidati. Sviluppiamo strumenti AI, semplici da utilizzare e facili da integrare nei flussi esistenti, pensati 
per velocizzare le attività ripetitive, eliminare le perdite di tempo e rendere le informazioni più accessibili, 
organizzate e affidabili. Soluzioni che nascono da esigenze concrete, progettate insieme a chi quel lavoro 
lo svolge ogni giorno. 
Perché la tecnologia funziona davvero quando si adatta alle persone e al loro modo di lavorare.

Un cliente chiede di produrre immagini che solo alcuni anni fa erano impossibili da creare con budget 
limitati. Un altro ha bisogno di ridurre tempi e costi di una lavorazione. Un settore presenta problemi che i 
normali generatori non gestiscono bene. Da questi casi vengono costruiti i primi flussi, poi sviluppati con 
professionisti del settore e testati nelle situazioni per cui sono stati pensati.

Underlab fashion, ad esempio, è nato per rispondere alle esigenze della produzione visual nel fashion. In 
questo settore non è sufficiente generare un modello esteticamente credibile. Il capo deve essere 
riconoscibile, i dettagli devono restare coerenti e il risultato deve poter essere utilizzato per cataloghi, ecommerce e comunicazione.

Il sistema permette di creare modelli virtuali, definirne caratteristiche fisiche, vestirli con capi reali, 
modificare colori, produrre nuove ambientazioni e creare immagini emozionali, fino a utilizzare gli output 
su e-commerce, campagne digitali o OOH.

Nel settore dell’intimo esistono difficoltà ancora più specifiche. La gestione della pelle nuda, dei punti di 
contatto tra corpo e capo e delle proporzioni richiede controlli che i generatori generalisti non 
garantiscono.

Underlab Fashion è stato sviluppato anche per affrontare questi aspetti. Può inoltre produrre turnaround del modello, creando viste differenti con una maggiore continuità tra un’immagine e l’altra.

Il flusso può essere personalizzato in base alle necessità del cliente, aggiungendo funzioni, controlli e 
output specifici.

È proprio il lavoro sul campo a determinare gran parte della sua evoluzione.

La stessa logica viene applicata ad altri ambiti della generative AI.

Underlab Grafica nasce per la produzione di brochure e materiali multipagina, combinando generazione 
dei contenuti e costruzione del documento in un flusso estremamente semplice da usare, anche per chi 
non ha competenze grafiche o tecniche specifiche. Underlab Real Estate lavora invece sui rendering e 
ambientazioni di interni, permettendo di trasformare e visualizzare gli ambienti in modo più rapido.

Sono applicazioni diverse, ma hanno un elemento comune: la generazione non viene lasciata come 
funzione isolata ma inserita dentro un flusso pensato per un lavoro preciso.

È un passaggio molto simile a quello già avvenuto con il computer. Il cambiamento non si è fermato 
all’arrivo di una nuova macchina sulla scrivania. È diventato rilevante quando quella macchina ha iniziato 
a modificare concretamente il modo di scrivere, calcolare, archiviare, comunicare, progettare e 
organizzare il lavoro.

Con l’AI siamo nella stessa fase di trasformazione. All’inizio l’interesse era concentrato sulla capacità di 
una macchina di creare un’immagine o scrivere un testo. Oggi la questione riguarda sempre di più il modo 
in cui queste capacità entrano nei processi quotidiani e cambiano attività che già esistono.

Da qui si arriva naturalmente ad altri tipi di applicazione.

Una parte consistente del lavoro d’ufficio è ancora dedicata alla ricerca di informazioni già disponibili: 
trovare l’ultima versione di un documento, recuperare una condizione commerciale, ricostruire una 
conversazione o preparare una risposta partendo da materiali sparsi.

Lavorafacile.ai è stato sviluppato intorno a queste attività, con strumenti dedicati a documenti, email e 
sales.

Dietro una domanda semplice possono esserci sistemi RAG, embeddings, database vettoriali e modelli 
linguistici. Per l’utente, però, l’esperienza deve rimanere semplice e vicina al modo in cui porrebbe una 
domanda a un collega.

Quando si lavora con documenti e dati aziendali entra poi in gioco la privacy. Lavorafacile.ai è stato 
progettato per mantenere all’interno dell’organizzazione fonti e evitando l’invio di informazioni sensibili 
verso servizi esterni.

Il passaggio successivo è rappresentato dagli agenti AI.

Un agente non si limita a generare una risposta ma utilizza strumenti, consulta fonti ed esegue azioni.

Può leggere una richiesta ricevuta via email, recuperare informazioni dal CRM, verificare un dato nel 
gestionale, preparare una risposta e aggiornare una pratica.

Questa capacità rende gli agenti molto interessanti, ma aumenta anche i rischi legati a una progettazione poco accurata.

Un agente configurato male può utilizzare la fonte sbagliata, interpretare in modo errato una procedura o 
avere accesso a strumenti e dati che non dovrebbe utilizzare. Se possiede permessi operativi, un errore 
può trasformarsi direttamente in un’azione.

Diventano quindi indispensabili livelli di autorizzazione, fonti controllate, log delle attività, regole chiare e 
momenti nei quali è necessaria una conferma umana.

È anche il motivo per cui gli agenti sono più difficili da standardizzare.

CRM, ERP, procedure, dati, ruoli e responsabilità cambiano da azienda ad azienda. Quando un problema è 
comune e ripetibile è possibile sviluppare un prodotto verticale. Quando invece l’AI deve entrare 
profondamente nei processi interni, lavorare con dati proprietari e interagire con strumenti specifici, il 
progetto deve essere costruito sulla singola organizzazione.

La storia della tecnologia nel lavoro è fatta di cambiamenti che inizialmente sembrano riguardare gli 
strumenti e finiscono per trasformare i processi. È successo con il personal computer, con Internet, con la 
posta elettronica, con il cloud.

pyb aiuta le aziende a fare questo passaggio in modo semplice, immediate e sicuro.

www.pyb-swiss.ch

PYB

pyb nasce dall’incontro di due agenzie affermate e riconosciute nel mondo della comunicazione e del digitale, entrambe presenti sul mercato da oltre dieci anni. Due realtà con competenze complementari, cresciute attraverso progetti, clienti e sfide concrete, che oggi uniscono esperienza, visione creativa e capacità tecnologiche in un progetto dedicato all’intelligenza artificiale. Da oltre cinque anni sperimentiamo e integriamo l’AI nel nostro lavoro quotidiano. Abbiamo iniziato esplorandone le possibilità nella produzione di immagini, video e contenuti, fino a trasformarla in una parte integrante dei nostri processi creativi e tecnologici. La nostra esperienza nasce soprattutto dal lavoro sul campo. Conosciamo le dinamiche aziendali, le esigenze dei diversi settori e i meccanismi del mercato, perché da anni affianchiamo imprese e professionisti nello sviluppo dei loro progetti. Sappiamo come si costruisce una strategia, come si gestiscono tempi e risorse e quanto sia importante trovare soluzioni che funzionino davvero nella quotidianità di un’azienda.

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