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I licenziamenti, l’intelligenza artificiale e la necessità della formazione

Scritto da ated | 17 giu 2026

La paura di perdere il posto per l’intelligenza artificiale

Da quando l’AI è divenuta un’opportunità per il mondo del lavoro e man mano che molte aziende iniziavano a pensare a una sua applicazione concreta, anche se spesso senza delle basi a livello di digitalizzazione e di cultura sufficientemente solide, c’erano persone che temevano di perdere il posto di lavoro. Avevano paura di poter essere sostituite da algoritmi e chatbot, in grado di svolgere i loro compiti. Come Ated abbiamo sempre portato avanti una visione in cui l’intelligenza artificiale non porta via il lavoro all’uomo ma amplifica le sue qualità, lo supporta e ne diventa uno strumento, a vantaggio di tutti. Nei nostri eventi, in particolar modo nel Festival AI Svizzera e Italia previsto a novembre, abbiamo invitato speaker che condividono la nostra idea e propongono un’AI che opera col fattore umano.

Da Amazon a Lastminute.com

Tra l’altro, si sta capendo che puntare sull’intelligenza artificiale senza delle premesse solide e una necessaria cultura non porta a vantaggi, anzi, null’altro fa se non amplificare le lacune: nell’evento organizzato con ForFirm abbiamo visto come il 70% di coloro che implementano le nuove tecnologie senza una direzione chiara falliscono. A volte la cronaca rilancia delle notizie che riguardano l’approccio delle aziende all’AI, usata come sostituto e non come integrazione: si pensi ai licenziamenti di Amazon di qualche mese fa, che avevano fatto rumore per il loro numero, o a quelli più recenti di Lastminute.com

Cosa è successo con Lasminute.com

Si tratta di una delle principali agenzia di viaggi online, che consente di prenotare, senza passare da agenzie, voli, hotel e pacchetti comprensivi di tutto quanto serve per le proprie vacanze. È rilevante per il mercato svizzero e ticinese perché quotata in borsa e perché ha una sede a Chiasso. Il 17 giugno un comunicato ha evidenziato la ristrutturazione in corso: il gruppo taglierà circa un quarto dei suoi posti di lavoro, puntando su una riorganizzazione che si basa sull’implementazione dell’AI per aumentare la leva operativa. Stando al CEO, il presupposto è che il modo di cercare e di prenotare viaggi è in continua modifica ed è stato profondamente influenzato dall’intelligenza artificiale. In effetti, se si pensa alla capacità delle applicazioni AI di personalizzare l’esperienza utente, aiutando ciascuno a trovare quel che più corrisponde ai suoi gusti partendo da una serie di dati inseriti o da parametri con cui è stato tracciato in precedenza, si comprende come il settore dei viaggi sia ideale per l’utilizzo di algoritmi e di intelligenza artificiale. In Lastminute.com a quanto pare un potenziamento di questo principio avverrà a discapito del fattore umano.

Il futuro del sito con l’AI

L’azienda intende investire nell’infrastruttura dati necessaria a sostenere un’operatività profondamente basata sull’AI e non sull’elemento umano. I dati d’altro canto sono la base con cui funzionano i programmi generativi, che vanno a analizzare e catalogare quanto hanno a disposizione per poi creare customer experiences su misura, che possano soddisfare i desideri dei potenziali clienti, e più dati si hanno, raccolti e gestiti in maniera efficace, più il processo darà risultati soddisfacenti. Al contempo, il gruppo punterà anche sull’acquisizione di competenze specializzate. Sempre citando il CEO, la scelta è avvenuta a seguito del monitoraggio di come l’AI stia realmente modificando “il modo in cui i clienti effettuano ricerche, prenotano e vengono serviti, nonché la maniera in cui sono strutturate le aziende che operano in questo campo”. L’intento è avere una realtà più snella, più veloce e “con le risorse necessarie per investire in anticipo rispetto alle tendenze di mercato”. L’obiettivo è consentire una crescita definita redditizia. Il risparmio previsto in termini di costi del personale è di 15 milioni di franchi l’anno a partire dal 2027.

La formazione come valore chiave per restare competitivi

La notizia dei licenziamenti di Lastminute.com potrebbe gettare nello sconforto chi teme di poter essere sostituito dall’AI. Come rimanere dunque competitivi in un mercato simile? Come Ated rilanciamo l’importanza della formazione. Che il mondo del lavoro stia cambiando è innegabile e lo vediamo ogni giorno nella nostra esperienza e in ogni nostro evento, cui partecipano le aziende per comprendere in che direzione si sta andando. Al contempo, si sono modificate anche le competenze richieste alle persone: se è vero che certe professioni non possono più esistere come venivano intese anni fa, lo è altrettanto che quel che serve è cambiare il modo di intenderle, attraverso l’acquisizione di nuove skills. Non saranno più possibili ruoli che rimangono pressoché invariati nel corso di una carriera, ma si andrà incontro a competenze che devono aggiornarsi di progetto in progetto, con una richiesta di adattabilità e di disponibilità a imparare, come ha sottolineato Fausto Turco.

Il ruolo delle aziende nella formazione

L’AI nei processi c’è e ci deve essere, il quesito è come volgerla a proprio vantaggio. Una formazione continua e puntuale permette innanzitutto di comprendere il reale funzionamento dell’intelligenza artificiale, in maniera da poterla dominare senza esserne dominati. È compito delle aziende formare i propri dipendenti, a partire da coloro che dovranno pensare a come inserire in maniera strategica l’AI attraverso i board sino a chi dovrà utilizzarla ogni giorno. Senza una competenza reale, anche l’infrastruttura più avanzata non potrà dare dei buoni risultati e spesso si parte dall’assunto che i nativi digitali siano in grado di usare la tecnologia. Non sempre è così e alcuni dati mostrano come in realtà in Svizzera la cultura digitale, soprattutto nelle persone meno formate, non sia ancora ad ottimi livelli.

I corsi AFP di Ated

Acquisire una formazione che tenga conto dei cambiamenti del mondo del lavoro con l’introduzione dell’intelligenza artificiale non compete però solamente alle aziende. Ogni singolo lavoratore deve essere conscio che il suo ruolo cambierà e che deve restare al passo coi tempi, ma anche che la rivoluzione tecnologica sta rendendo necessarie nuove professioni. Può scegliere di anticipare il mercato e formarsi in una professione nascente che sarà sempre più richiesta, che usi l’AI in maniera funzionale alle aziende. Come Ated organizziamo e promuoviamo quattro corsi AFP, avanzati e estremamente specializzati in modalità di formazione continua, che preparano all’esame Professionale Federale per l’ottenimento di un attestato federale o alla frequenza di corsi universitari. Formiamo figure innovative chiave in ogni processo di innovazione tecnologica: Cyber Security Specialist, perché di pari passo con l’evoluzione cresce anche il bisogno di renderla sicura, Digital Collaboration Specialist, visto che molte realtà devono completare il processo di digitalizzazione, Business AI Specialist, per permettere a ogni azienda di progettare l’architettura AI adatta alle sue esigenze, e Multimedia Content Creator, perché anche la comunicazione e il marketing stanno evolvendo.

In conclusione, non è scontato che l’uomo venga sostituito dall’intelligenza artificiale, come sta succedendo in Lastiminute.com (non si sa ancora quante persone perderanno il posto a Chiasso). Potrebbe succedere a chi si ferma, mentre chi investe sulla formazione è in grado di trovare il suo posto in un mercato in profondo cambiamento.

Call to project

È aperta la call to project per progetti innovativi, quelli selezionati saranno al Festival AI.

Per partecipare: Ated AI Innovation Challenge

 

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