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Nuove professioni dell’AI, come funzionano le certificazioni nei vari paesi? Il caso del Business AI Specialist

I dati su intelligenza artificiale e PMI

L’AI è ormai entrata indiscutibilmente nel mondo del lavoro a vari livelli, interessando, alcuni in maniera più profonda e trasformativa ed altri in modo più leggero, quasi tutti i settori del mercato, tanto che la sua integrazione ormai non è più una questione di se ma di quando, di quanto e di come. Ma come l’intelligenza artificiale sta cambiando il contesto lavorativo? Ha dato vita a nuove professioni oppure si sta inserendo in ciò che è già presente? Soprattutto, sta realmente sostituendo le persone, come in molti temono?

Una ricerca di Sotomo per l’assicuratore AXA risponde in primis all’ultimo quesito, quello ritenuto più annoso per molti, preoccupati di una perdita occupazionale con l’avvento dell’AI: solo il 12% delle PMI svizzere si aspetta un taglio di personale dovuto all’ingresso delle nuove tecnologie, che paiono essere presenti ormai in tre realtà su quattro (sebbene a stadi diversi: studio, integrazione, utilizzo). Nel campione non vi sono realtà ticinesi. Significative sono le parole della manager di AXA: “le PMI ritengono quindi che risparmiare tempo grazie all'AI non implichi il taglio di posti di lavoro, bensì comporti uno sfruttamento più efficiente delle risorse esistenti”, che ben collimano con la filosofia di noi di Ated del fattore umano al centro della rivoluzione.

Nuove professioni o nuove competenze?

Laddove viene sfruttata, l’intelligenza artificiale ha portato un duplice effetto: è stata inserita in processi già esistenti, integrando dunque dei metodi di lavoro utilizzati in precedenza con lo scopo di ottimizzarli, di velocizzarli, di automatizzarli e di ridurre il margine d’errore, oppure ha creato dei ruoli ex novo, dove non era sufficiente aggiungere delle nuove competenze a quelle già in possesso. Come vengono regolate queste nuove professioni e quali sono? Ampliando lo sguardo al contesto mondiale, ci si rende conto di come non esista un trend universale e di come ogni paese agisca a modo suo, non sempre secondo una strategia precisa.

Analizzare come le varie nazioni si stanno ponendo nei confronti delle nuove professioni legate all’intelligenza artificiale può anche essere di stimolo per chi desidera ampliare le sue competenze, aggiungendo hard e soft skills che abbiano direttamente a che fare con l’AI, oppure cambiare carriera, sfruttando le opportunità crescenti. Per operare con l’intelligenza artificiale servono certificazioni riconosciute?

Le nuove professioni in Cina

Il punto di partenza a nostro avviso, al di là di qualsiasi titolo, sono sempre formazione e conoscenza: in un mondo in cui il progresso tecnologico è sempre più rapido, tanto che da più parti si discute, proprio a causa di questa velocità, di rallentare la ricerca nello sviluppo di nuove tecnologie AI, aziende e lavoratori devono sposare una nuova ottica di aggiornamento continuo.

Quali sono, dunque, le nuove professioni legate all’intelligenza artificiale? Si ha spesso a che fare con competenze che si integrano in profili diverse, magari utilizzate con una personalizzazione del ruolo a seconda delle esigenze e della realtà aziendale, per cui definire esattamente un titolo e le competenze ad esso legate in questo momento storico è probabilmente complesso. Dal 2019 il Ministero cinese delle Risorse Umane e della Previdenza Sociale ha riconosciuto, in otto tornate, 121 nuove professioni. L’ultima tornata, ufficializzata nel settembre 2026, comprende 11 nuove professioni e 23 nuove specializzazioni, tra cui figure legate all’intelligenza artificiale, alla robotica embodied e all’analisi dei dati.

La norma italiana

In Italia avviene un processo più o meno simile, per cui i profili professionali legati all’AI vengono definiti in termini di standard di competenze dalla normativa tecnica UNI 11621-8:2026. Attualmente, se ne contano dodici, tra cui Chief AI Officer, AI Consultant, AI Product Manager, AI Prompt Engineer, AI Algorithm Engineer, AI Deep Learning Engineer, AI Data Engineer, AI Data Scientist, AI Security Specialist, AI Machine Learning Engineer, AI Natural Language Processing Engineer e AI Research Scientist. La certificazione è volontaria e non obbligatoria, ciò significa che diviene un valore aggiunto sul mercato che evidenzia le competenze della persona, non un requisito legale.

Quando i ruoli nascono dal mercato

Ma di fronte a nuove professioni certificate, anche se senza un percorso formativo (ancora) istituzionalizzato, nascono molti ruoli dal mercato del lavoro. Nel 2026 un report di Linkedin indica gli AI Engineer come ruolo in più rapida crescita, seguiti da AI Consultant/Strategist, AI/ML Researcher, Data Annotator) o da analisi di settore che elencano ruoli come Applied AI/ML Engineer, MLOps Engineer, Agent Systems Engineer, Model Evaluator, AI Auditor, AI Governance Lead, RLHF Specialist, Knowledge/Context Engineer, AI Enablement Lead come professioni in crescita: ricercate e spesso ben pagate ma non sottoposte a certificazioni.

La strategia svizzera

E in Svizzera? Nel febbraio del 2026 SEFRI ha annunciato esplicitamente il nuovo profilo di Business AI Specialist, parte dell’offerta formativa APF di Ated, come professione con attestato federale per rispondere ai crescenti bisogni relativi all’AI nelle aziende. Si tratta al momento, sebbene vi siano degli APF in altre professioni che operano con l’intelligenza artificiale, tra cui Digital Collaboration Specialist, Multimedia Content Creator e Cyber Security Specialist, di un unicum.

La strategia ufficiale del settore ERI (educazione-ricerca-innovazione), descritta dalla SEFRI, resta fedele a un approccio bottom-up e tecnologicamente neutrale, ovvero punta a integrare le competenze di intelligenza artificiale nei percorsi formativi già presenti, in collaborazione con università, politecnici e istituti professionali.

L’APF in Business AI Specialist

L’attuale situazione, sia nazionale che internazionale, torna a ribadire ciò che si diceva in apertura e che veniva evidenziato dai dati dello studio di Sotomo: l’intelligenza artificiale si sta inserendo in ciò che già c’è, implicando nuove competenze e aggiornamenti continui e al contempo richiedendo nuove professioni. Da un lato, ogni lavoratore può e dovrà integrare i nuovi strumenti nel suo campo di intervento, mentre per strutturare delle infrastrutture tecnologiche aziendali serviranno giocoforza esperti come il Business AI Specialist.

I nostri APF sono delle opportunità per chiunque voglia sfruttare le possibilità nascenti del mercato, anticipandone le esigenze. In particolare, il corso di Business AI Specialist (che viste le attinenze di skills proponiamo in combinazione con quello di Digital Collaboration Specialist) combina competenze manageriali e tecnologiche: monitoraggio delle tendenze IA, governance, analisi dei bisogni aziendali, progettazione di soluzioni IA, gestione di progetti e del cambiamento. Gli APF sono parzialmente finanziati dalla Confederazione e con la loro durata di 12-18 mesi e la modalità blended che unisce formazione in presenza e online sono accessibili a persone in carriera.

Prossimi eventi Ated

8 ottobre: Festival AI Como

23 ottobre: Un giorno nel cuore della tecnologia: Zurigo e Google

19 novembre:  Festival AI Ticino e Regione Insubrica