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Keywords: Intelligenza artificiale, AI, memoria, DRAM

Scritto da ated | 02 mar 2026

L’impatto silenzioso dell’AI: scarseggiano i dispositivi di memoria e salgono i prezzi

La memoria e l’intelligenza artificiale

L’avvento e il grande sviluppo dell’intelligenza artificiale ha impatti sulla disponibilità e sul costo di pc, tablet e smartphone, che in un futuro non lontano potrebbero essere di meno immediata reperibilità e di prezzo più elevato. Il motivo è la grande necessità da parte dell’intero ecosistema dell’AI di dispositivi di memoria, specificatamente HBM, DRAM e NAND. Senza di essi, non è possibile implementare e utilizzare le tecnologie che si basano sull’intelligenza artificiale e la loro produzione e distribuzione diventa dunque di cruciale importanza a livello geopolitico, economico e di conseguenza di poteri e di equilibri mondiali.

La geopolitica mondiale nel campo dell’AI

Attualmente, c’è una corsa a chi riesce a innovare maggiormente. Non sorprende, perché in realtà è un riflesso di una rivalità in ogni campo, che i leader in merito siano al momento di gran lunga Stati Uniti, dove sono concentrate una serie di Big Tech rinomate ed economicamente rilevanti, e Cina. Sono i due paesi che hanno anche gli ecosistemi più grandi, dove per essi si intende la presenza contemporanea di capitale investito, infrastrutture di calcolo su larga scala, ricerca, applicazioni reali, concentrazione di startup.

Che cosa sta succedendo con DRAM al momento

Una delle partite fondamentali si gioca proprio nella produzione di memoria. Le applicazioni dell’AI ne richiedono una quantità maggiore rispetto a classici dispositivi come pc, tablet o smartphone, e di tipologia diversa. Si è sempre detto, anche se spesso viene ignorato, che il futuro dell’intelligenza artificiale non è gratuito in termini di impatto sui costi ed ambientale. I grandi produttori di dispositivi, vista la domanda crescente, si stanno concentrando sulla produzione di memorie che possano essere usate per l’intelligenza artificiale, a scapito di quelle che invece vengono impiegate in altri tipi di tecnologie. Hanno dunque ridotto l’offerta di DRAM, usata come memoria principale in varie applicazioni grazie all’ottimo rapporto tra un costo più ridotto rispetto ad altri sistemi e una grande capacità di immagazzinare dati, rivolta a pc, tablet e smartphone e aumentato quella rivolta a memorie ad alta prestazione per l’AI.

Cosa c’entra l’AI con i costi dei pc?

Come Ated guardiamo con attenzione alla questione dei dispositivi di memoria, in quanto le modifiche di destinazione e le dinamiche hanno un impatto non solo sull’implementazione della stessa intelligenza artificiale ma anche sul processo di digitalizzazione. Infatti, il mercato globale delle memorie (DRAM e NAND) ha visto aumenti di prezzo che in alcuni casi superano il 100% rispetto ai minimi del 2023. Le conseguenze sono intuibili e sono state ben evidenziate durante una conferenza stampa di Acer, società tecnologica che si appresta a festeggiare il mezzo secolo: i notebook nei prossimi cinque mesi aumenteranno di prezzo di circa il 40%, un dato che continuerà a crescere. È il primo risultato del nuovo equilibrio a livello di investimenti, che ora sono in rapporto di 3 a 1 a favore del settore dell’AI (inteso come supercomputer e data center) rispetto ai pc. I computer non solamente costeranno di più ma, a causa della scarsità di componenti e al loro prezzo elevato, non saranno disponibili in breve tempo. Chi deve acquistare un nuovo dispositivo rischia di dover aspettare parecchio, oltre che di spendere molto di più, e lo stesso vale per chi si ritrova con un guasto, soprattutto ai dispositivi di memoria: i componenti potrebbero non essere subito presenti sul mercato. Una soluzione potrebbe essere la costruzione di nuovi impianti produttivi che realizzano semiconduttori, ma secondo Acer ci vorranno diversi trimestri.

I suggerimenti di Ated

Che cosa si può fare per arginare il costo indiretto dell’AI? Come Ated ne parleremo durante il prossimo appuntamento di ATED Tech Espresso, che si terrà a Lugano il 10 marzo, un evento dove parlare delle reali sfide tecnologiche che impattano su imprese, amministrazioni e istituzioni del territorio in trenta minuti. Sicuramente, a nostro avviso si deve passare da una maggior consapevolezza di come funziona la macchina produttiva dietro all’intelligenza artificiale e dunque del bisogno di lavorare sulla sovranità digitale, ma anche da interventi pratici. Le aziende e le amministrazioni devono ricevere supporto nella pianificazione infrastrutturale, nell’ottimizzazione delle risorse hardware e nella gestione strategica del ciclo di vita tecnologico, oltre che considerare la possibilità di creare massa critica tra i soci per aumentare il potere contrattuale e migliorare la stabilità delle forniture.

La Svizzera e la sovranità digitale

Se la Svizzera possa davvero avere un peso sul suo futuro accesso ai dispositivi di memoria digitale, che sono al momento fondamentali, è difficile dirlo. Certamente uno sviluppo indigeno è importante e si saluta positivamente la presenza dell’AI elvetica Apertus, ma non basta, in quanto la vera tematica non riguarda i software ma le infrastrutture hardware. Esse hanno un potenziale impatto chiave sulla geopolitica mondiale: chi produrrà memorie potrà avere un importante ruolo nello scacchiere mondiale, controllando chi invece non ne è in grado.

Chi produce al momento le DRAM

Al momento, la Cina produce NAND Flash ma non DRAM avanzate e HBM, mentre gli Stati Uniti hanno un controllo a livello normativo e possono dunque influenzare, tramite le loro aziende, chi può comprare memorie avanzate, con quali tecnologie e in che quantità. La produzione fisica avviene principalmente grazie a tre società, di cui una americana, la Micron Technology, e due della Corea del Sud, la Samsung Electronics e la SK Hynix. Facile dunque comprendere la rilevanza di Seul a livello mondiale: le sue due realtà producono oltre il 60% della DRAM mondiale e la maggior parte della HBM. SK Hynix è il maggior fornitore di NVIDIA, la società al centro di una potenziale bolla speculativa legata all’AI. I materiali, la chimica e i macchinari con cui vengono prodotti i dispositivi di memoria sono controllati dal Giappone. Senza i suoi prodotti, Corea del Sud e Stati Uniti si devono fermare. Taiwan invece ha un ruolo chiave nell’assemblaggio dei chip, senza cui i dispositivi costruiti dalle altre nazioni non potrebbero funzionare. L’Unione Europea non ha grandi produttori di DRAM, anche se la Germania è in crescita, e dipende dalle importazioni e lo stesso vale per la Svizzera.

Intelligenza artificiale, memoria e consapevolezza

Comprendere di che cosa ha bisogno l’intelligenza artificiale per svilupparsi aiuta a vedere anche le conseguenze. Esse non riguardano solo chi opera direttamente con l’AI (una fascia comunque sempre più ampia) ma chiunque ha un pc, un tablet o uno smartphone, desidera cambiarlo o ripararlo. Secondo Acer, non cambieranno i budget messi a disposizione per l’acquisto di dispositivi, però si assisterà a un progressivo svuotamento dell’offerta nelle fasce più basse. E meno accesso alla tecnologia porta a gap importanti, sia a livello personale che industriale. Urge trovare delle soluzioni per contenere i prezzi ed avere componenti pronti. Come Ated, sensibilizziamo ognuno su come possa influire, nel suo piccolo, in modo concreto.

Prossimi eventi Ated

28 Febbraio: CoderDojo

3 marzo: Incontro informativo per il percorso di formazione di Businnes AI Specialist

10 marzo: ATED Tech Espresso