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COMUNICATO STAMPA: DATA CENTER TICINESI: LA SOSTENIBILITÀ NON PUÒ PRESCINDERE DALLA FATTIBILITÀ TECNICA ED ECONOMICA

Presa di posizione di ATED – Associazione Mantello Tech, ICT e Digital del Canton Ticino

ATED ha preso conoscenza dell'iniziativa parlamentare che propone l'introduzione di nuovi requisiti energetici e ambientali per i data center ticinesi, tra cui l'utilizzo esclusivo di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili per gli impianti che superano una determinata soglia di potenza.

La sostenibilità ambientale rappresenta un obiettivo importante, che ATED condivide. Tuttavia, riteniamo indispensabile che qualsiasi nuova disposizione normativa sia accompagnata da un'analisi approfondita della sua fattibilità tecnica, economica e territoriale.

Non basta stabilire un obiettivo energetico: occorre verificare concretamente se e come le infrastrutture interessate possano raggiungerlo.

1. I data center non sono edifici industriali tradizionali

Un data center è un'infrastruttura tecnologica che deve garantire continuità operativa 24 ore su 24, 365 giorni all'anno.

I suoi consumi energetici sono legati al funzionamento dei server, dei sistemi di archiviazione, degli apparati di rete, del raffreddamento e delle infrastrutture di sicurezza.

A differenza di molte attività produttive, un data center non può semplicemente interrompere il proprio funzionamento quando l'energia rinnovabile non è disponibile.

La continuità del servizio è un requisito essenziale per le imprese, le amministrazioni pubbliche, le strutture sanitarie e tutte le organizzazioni che affidano i propri dati e servizi a queste infrastrutture.

2. Il limite fisico delle superfici disponibili

Consideriamo un data center con un assorbimento elettrico continuo di 250 kW.

Il suo consumo annuo sarebbe pari a circa 2,19 milioni di kWh, equivalenti a 2,19 GWh.

Per produrre annualmente una quantità equivalente di energia attraverso il fotovoltaico, ipotizzando una produzione di 1'100 kWh per ogni kWp installato, sarebbe necessaria una potenza fotovoltaica di circa 2 MWp.

Considerando una densità indicativa di installazione di 200 Wp per metro quadrato di moduli, occorrerebbero circa 10'000 metri quadrati di pannelli fotovoltaici, ai quali andrebbero aggiunti gli spazi tecnici e le distanze necessarie.

Si tratta di superfici difficilmente disponibili sui tetti di molti edifici che ospitano infrastrutture informatiche in Ticino.

Numerosi data center sono infatti collocati in edifici esistenti, strutture commerciali, immobili tecnologici o complessi industriali che non dispongono di superfici sufficienti.

Inoltre, la disponibilità di un tetto non implica automaticamente la possibilità di installare un impianto fotovoltaico: occorre considerare l'orientamento, l'ombreggiamento, la portata strutturale, gli impianti tecnici già presenti e le disposizioni edilizie.

Anche qualora fosse disponibile una superficie adeguata, la produzione annuale equivalente non garantirebbe la copertura del fabbisogno nelle ore notturne e nei periodi di scarsa insolazione.

È quindi essenziale distinguere tre concetti profondamente diversi: autoproduzione di energia rinnovabile, acquisto di energia rinnovabile certificata e alimentazione continuativa attraverso fonti rinnovabili.

Sono obiettivi che comportano requisiti tecnici e investimenti molto differenti.

Un obbligo di autoproduzione integrale sarebbe, per numerose infrastrutture esistenti, materialmente irrealizzabile.

3. Il caso dei Paesi Bassi: quando la transizione energetica incontra i limiti della rete

L'esperienza dei Paesi Bassi offre un importante elemento di riflessione.

Il Paese ha investito fortemente nella diffusione del fotovoltaico, favorendo la produzione decentralizzata di energia elettrica.

La crescita della produzione solare ha però evidenziato una criticità: l'energia viene spesso generata negli stessi momenti, mentre la capacità della rete di assorbirla e distribuirla non è illimitata.

Per questo motivo, diversi fornitori olandesi hanno introdotto costi specifici per l'energia fotovoltaica immessa nella rete.

In determinate condizioni, quindi, chi produce energia solare e non riesce a consumarla direttamente può trovarsi a sostenere costi per la sua immissione nella rete elettrica.

Dal 1° gennaio 2027, inoltre, i Paesi Bassi aboliranno il sistema di compensazione annuale che permetteva ai piccoli produttori di compensare l'energia immessa con quella prelevata.

Non si tratta di una tassa statale generalizzata sulla produzione solare, ma di un'evoluzione del sistema economico e regolatorio che dimostra quanto sia complesso gestire una produzione rinnovabile crescente.

L'esperienza olandese insegna che produrre più energia rinnovabile non significa automaticamente disporre di un sistema energetico più efficiente.

Occorre poterla utilizzare, accumulare, distribuire e valorizzare nei momenti in cui è effettivamente necessaria.

Per i data center, che presentano consumi importanti e continuativi, questo aspetto è particolarmente rilevante.

4. Attenzione a non confondere gli obiettivi con gli strumenti

ATED ritiene necessario evitare un approccio normativo fondato esclusivamente su obblighi quantitativi.

L'efficienza energetica di un data center non può essere valutata soltanto sulla base della percentuale di energia rinnovabile acquistata o prodotta.

Devono essere considerati anche altri indicatori, tra cui:

    • L'efficienza complessiva dell'infrastruttura e il rapporto tra energia consumata dai sistemi informatici e quella utilizzata dai servizi ausiliari.
    • L'efficienza dei sistemi di raffreddamento.
    • L'eventuale recupero e riutilizzo del calore.
    • L'utilizzo di sistemi di accumulo, quando tecnicamente ed economicamente giustificati.
    • La possibilità di stipulare contratti di approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili.
    • Le caratteristiche degli edifici esistenti e la reale disponibilità di superfici utilizzabili.

Anche il recupero del calore, pur rappresentando un'opportunità interessante, non può essere imposto senza considerare la presenza di utilizzatori nelle vicinanze.

Recuperare calore che nessuno può utilizzare non rappresenta necessariamente una soluzione efficiente dal punto di vista economico o ambientale.

5. Il rischio di penalizzare le infrastrutture digitali ticinesi

I data center costituiscono un elemento fondamentale dell'economia digitale.

Sono infrastrutture necessarie per garantire la continuità operativa delle aziende, la protezione dei dati, la cybersecurity, i servizi cloud e lo sviluppo dell'intelligenza artificiale.

La crescente diffusione dell'AI comporterà inoltre nuove esigenze in termini di capacità di calcolo e infrastrutture tecnologiche.

Introdurre requisiti non proporzionati alle caratteristiche degli impianti potrebbe comportare investimenti difficilmente sostenibili per alcuni operatori, limitare l'ammodernamento delle infrastrutture esistenti e rendere meno attrattivo il Ticino per nuovi investimenti.

Occorre inoltre interrogarsi sulle conseguenze di un eventuale trasferimento dei servizi informatici verso data center situati fuori Cantone o all'estero.

Spostare un carico informatico oltre confine non significa necessariamente ridurne l'impatto ambientale.

Potrebbe semplicemente trasferire altrove il consumo energetico, riducendo contemporaneamente il controllo locale sulle infrastrutture e sui dati.

La sostenibilità deve essere valutata considerando l'intero sistema, non soltanto i consumi registrati all'interno dei confini cantonali.

6. Prima di regolamentare, occorre conoscere

ATED ritiene che qualsiasi intervento legislativo dovrebbe partire da una conoscenza approfondita delle infrastrutture presenti sul territorio.

Quanti data center operano oggi in Ticino?

Qual è la loro potenza installata?

Quale percentuale dell'energia utilizzata proviene già da fonti rinnovabili?

Quali superfici sono effettivamente disponibili per la produzione fotovoltaica?

Quali investimenti sarebbero necessari per adeguarsi ai nuovi requisiti?

Quale sarebbe l'impatto economico sulle aziende interessate?

Sono domande concrete alle quali occorrerebbe rispondere prima di introdurre nuovi obblighi.

ATED ritiene inoltre opportuno valutare la coerenza delle eventuali nuove disposizioni con il quadro normativo federale e con le condizioni applicate negli altri Cantoni.

7. Una strategia digitale deve comprendere anche le infrastrutture

Questa discussione si inserisce in una questione più ampia che ATED ha recentemente sollevato: la necessità di un confronto strutturato tra istituzioni, imprese e professionisti sulle scelte che riguardano il futuro digitale del Ticino.

La transizione energetica, la trasformazione digitale, la cybersecurity e lo sviluppo dell'intelligenza artificiale non sono ambiti separati.

Sono profondamente interconnessi.

Una decisione normativa sulle infrastrutture energetiche può avere conseguenze dirette sulla competitività delle aziende tecnologiche e sulla capacità del territorio di sviluppare nuovi servizi digitali.

Per questo motivo ATED ritiene importante che le associazioni economiche e gli operatori del settore siano coinvolti nella valutazione delle proposte legislative che incidono sulle infrastrutture digitali.

Non per ostacolare gli obiettivi ambientali, ma per contribuire a individuare soluzioni concretamente realizzabili.

Conclusione

La sostenibilità ambientale non si misura soltanto attraverso gli obblighi che vengono introdotti, ma anche attraverso la loro concreta applicabilità e i risultati che producono.

Un data center efficiente, alimentato attraverso un approvvigionamento energetico progressivamente decarbonizzato e progettato per ridurre gli sprechi, può rappresentare un contributo importante alla transizione energetica.

È quindi necessario distinguere gli obiettivi condivisibili dagli strumenti individuati per raggiungerli.

ATED auspica che il confronto sulle nuove disposizioni possa svilupparsi sulla base di dati verificabili, valutazioni tecniche e un dialogo costruttivo con le imprese interessate.

Il Ticino ha bisogno di infrastrutture digitali sostenibili, ma anche di condizioni che permettano a queste infrastrutture di continuare a esistere, innovare e svilupparsi sul nostro territorio.

ATED – Associazione Mantello Tech, ICT e Digital del Canton Ticino